Accessibilità, Informazioni base

Partiamo dalle informazioni di base

ACCESSIBILE

A cui è possibile accedere, che è di facile accesso.
Un luogo o una risorsa a cui è possibile accedere da parte di tutti, nel caso di un testo o un significato in generale è ciò che lo rende comprensibile. (cit.1)

(1) definizione di accessibile, sito web: Treccani.it,  url: https://bit.ly/3wZNNiM

FRUIBILE

Nel Decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 2005, n. 75,

la FRUIBILITÀ

viene definita così:

“la caratteristica dei servizi di rispondere a criteri di facilità e semplicità d’uso, di efficienza, di rispondenza alle esigenze dell’utente, di gradevolezza e di soddisfazione nell’uso del prodotto”.

INCLUSIVO

Che include, comprende in sé qualcosa, comprende altre cose in sé. (cit. 2)
L'inclusività è la tendenza ad estendere a quanti più soggetti possibili il godimento di un diritto o la partecipazione a un sistema o a un'attività. (cit. 3)

(2) definizione di inclusivo, sito web: Treccani.it,  url: https://bit.ly/2SgFujJ
(3) definizione di inclusività, sito web: google.it, Definizioni da Oxford Languages

Accessibile, fruibile ed inclusivo non sono tre elementi di una classifica, ma tre aspetti da tenere in considerazione in egual modo per valutare la qualità del servizio che si offre.

Nell'ambito del turismo accessibile (e più in generale quando si parla di disabilità) tuttavia le proprietà dell'accessibilità e fruibilità si sottintendono estese all'inclusività, ma solo per una necessità di sintesi.

NON si raggiunge una vera inclusione attraverso l’erogazione di servizi speciali riservati a persone disabili

L'inclusione viene raggiunta GARANTENDO a tutti (persone con disabilità comprese) la possibilità di usufruire degli stessi servizi, eliminando le barriere di accesso.

Scalinata imponente attraversata da rampe accessibili alle carrozzine disposte a zig zag fino in cima
Ragazzo con sindrome di down che porge dei pomodori ad una cliente all’interno di una serra

In ambito lavorativo, l'inclusione viene raggiunta permettendo a tutti di ACQUISIRE COMPETENZE PROFESSIONALI ATTRAVERSO UN PERCORSO DI COACHING E VALUTAZIONE STRUTTURATO, PERSONALIZZATO ED ACCREDITATO.

IL METODO DELL' #ANCHIOPOSSO

PER INFRANGERE LA “ZONA DI DISAGIO”:

Liberarsi dalla «crisalide» di disagio che limita la relazione tra persone con diversità, attraverso attività propedeutiche che celebrino l’integrazione e la valorizzazione delle differenze tra tutti gli individui del gruppo.

“DA VICINO, NESSUNO È NORMALE
Franco Basaglia - psichiatra

La zona di disagio

La zona di disagio è incentrata sulla relazione con le altre persone, è l’imbarazzo o tensione emotiva che bisogna eliminare per instaurare un rapporto spontaneo con persone che hanno caratteristiche personali diverse dalla nostra realtà.

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Caratteristiche:

(definizione a questo link > Simone Vigevano - 2019 )

La zona di disagio si manifesta attraverso una tensione emotiva, e scaturisce in una persona quando deve intraprendere una relazione comunicativa con un altro individuo che presenta caratteristiche personali che la “tradizionale etichetta di buona educazione” non prevede.

In particolare davanti ad una persona con un’evidente disabilità subentra un meccanismo di chiusura nel caso in cui non si hanno riferimenti di comportamento “naturale”, che porta ad evitare l’interazione e a sfuggire alla situazione di disagio, oppure di eccesso di interazione, anche tramite un contatto fisico non necessario e percepito come invadente nell’altra persona, nel caso in cui venga spontaneo sostituire l’etichetta di comportamento standard con una manifestazione di empatia esageratamente evidente in modo da nascondere l’imbarazzo.

Un esempio di eccesso di interazione davanti ad una persona con disabilità è comunemente rappresentato dall’accarezzare la testa o toccare la spalla ad una persona in carrozzina conosciuta da poco, come dimostrazione di compassione o comprensione della sua situazione clinica.

La zona di disagio è alimentata dalla mancanza di insegnamento da parte di scuola, istituzioni e famiglia, di un’etichetta di comportamento aggiornata con i dovuti ampliamenti che abbraccino un concetto allargato di “normalità”, che includa e preveda anche le disabilità.

Comunicazione etica

La comunicazione etica è l’applicazione di un insieme di linee guida ricavate dall’esperienza diretta di persone con determinate esigenze e disagi.

La nostra esperienza si è formata in anni di affiancamento ad associazioni Non Profit, durante i quali abbiamo creato progetti insieme ad aziende Profit per il raggiungimento di un beneficio tangibile per gli utenti di entrambe le realtà.

La disabilità non è un limite di per sé

La disabilità non è debolezza, è un fattore che influenza soprattutto meccanicamente lo svolgimento di determinate azioni.

Molto spesso la disabilità è la forza che una persona sfrutta per superare dei limiti per compiere quelle azioni che altrimenti gli sarebbero precluse.

Il vero ostacolo sono i pregiudizi e le infrastrutture e molto spesso anche le procedure, creando delle barriere a chi ha un modo diverso di svolgere un’azione

info-base-punto-1-Provare-esperienza-sensoriale
  1. Provare personalmente almeno un’esperienza sensoriale in ambito protetto
info-base-punto-2-Provare-una-relazione-spontanea

2. Provare una relazione spontanea con persone con esperienze di vita, caratteristiche e personalità differenti da se stessi

info-base-punto-3-stimolarecuriosita

3. Stimolare la curiosità verso le altre persone senza pregiudizi tramite le domande, in modo da indurre una conoscenza reciproca più approfondita

LA DIFFERENZA TRA LIMITI E PROBLEMI

Tutti abbiamo dei limiti, che dobbiamo conoscere e di cui non dobbiamo avere paura o sconforto.

E tutti abbiamo anche dei problemi da risolvere, per i quali c’è sempre un modo migliore di affrontarli, e quelli più grossi e insormontabili si affrontano in gruppo.

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